un incontro annuale felice
per i ragazzi
TI FACCIO
VEDERE
come ti distruggo quanto ho
creato
…e Cicerone piangeva lacrime
verdi
«Ma che dire, poi, dei premi " BRICCONI ", che si svolgono secondo un congegno meraviglioso, economicamente? Eccolo: un grande editore chiede a dei ricchi industriali, un prestito e pubblica un libro. Gli industriali, poi, insieme con una giuria " ad hoc ", premiamo quel libro. Il pubblico crede al giudizio, richiede il libro, l'editore stampa migliaia di copie, vende e restituisce i soldi avuti in prestito con un congruo interesse. Lui, intanto, ha guadagnato, i giornalisti che hanno recensito sono contenti, per evidenti motivi; l'autore è soddisfatto e gli industriali... pure. Così va il mondo».
Queste parole pronunciate da Giorgio Carpaneto
durante il «Primo Convegno Internazionale Artisti della Poesia della Vita» mi
sono scoppiate in petto, prima che nel cervello il 26 maggio scorso ad Arpino
dove si è svolta la «Seconda Rassegna di Teatro – Ragazzi insieme» quando dopo
aver brindato alla vittoria del gruppo di Fregene (comunicazione – velata – del
Preside Rettore del Convitto Nazionale Tulliano, che ha organizzato la
Rassegna), dopo il brindisi, il preside raggiunto dall’organizzatore, a parte il
fatto che è impallidito paurosamente, dopo essersi bagnato le labbra con acqua è
riuscito a parlare per dire: «Allora, ascoltatemi per piacere, questa è una
comunicazione ufficiale: è andato in finale il gruppo di Fiumicino. Devo
aggiungere che mi dispiace perché a me è piaciuto più il vostro spettacolo, ma
il giudizio della giuria è inappellabile».
Niente è cambiato sotto il cielo dal 1976, anzi è
peggiorato.
Ma
andiamo con ordine.
«1996, un insegnante della
S.M.S. «G.Baisi» di Isola del Liri, proponeva al Preside e al Collegio
Docenti un progetto che sapeva tanto di «Festival del Teatro per i Ragazzi
della scuola media inferiore».
L’idea fu approvata e si chiamò «RAGAZZI INSIEME» Rassegna Nazionale di Teatro, e si svolse dal 3 al 5 maggio. Vi parteciparono venti scuole con altrettanti spettacoli, che ricalcavano quasi tutti, il teatro classico, di sfacciata matrice didattica nella messinscena, eccetto tre scuole di Roma.
Ecco alcuni titoli: «In principio era … la festa», «Adelasia e Aleramo», «La patente», «La bomba comica», «Il piccolo principe», «Solidarietà è una parola». Da ricordare che «la Patente» fu rappresentata da quattro scuole.
Ho
affermato che solo tre scuole di Roma presentarono messinscene di carattere
rivoluzionario, per quanto riguarda il teatro. La prima classe della scuola di
Torrimpietra «Il Gioco della
Vita», una favola ideata e scritta dagli stessi ragazzi, che la
rappresentarono con piglio professionistico:
GLI ALUNNI DELLA 1°/F
-
S.M.S. "L. ALBERTINI" PALIDORO -
Antonio
Benedetti - Daniele Carta - Elisa Clozza - Marco Cori -
Corrado
Correra - Carolina Guerra - Andrea Liconi - Danila
Medas
Enrica Medas
- Giulia Montanari - Angela Pannullo -
Daniela
Petruzzi - Francesca R. Schinoppi
sono onorati
di invitare la S.V. ad assistere allo spettacolo
Fantasy
- commedy
di
cui sono anche autori
che si
replicherà il 16 febbraio 1996 alle ore 10,30
nel
TEATRO
DELLA SCUOLA
dopo
la bocciatura alla
«Rassegna
Nazionale Ragazzi Insieme»
per
essere stati troppo professionisti
Prima
scena
"Buio.
E' l'alba preceduta dalle mille voci della natura, e annunciata dalle stesse.
Da
sotto la porta, filtra la luce e s'intravedono giocattoli ammucchiati in un
angolo.
Entra
la figlia della Contadina, l'apertura della porta fa vedere bene il mucchio di
giocattoli; si avvicina ad essi, è spaventata per l'immane lavoro che dovrà
compiere. Sopra al mucchio dei giocattoli c'è un Uccello. La Contadina lo
prende, lo spolvera con la mano. Si siede per terra e parla con
lui".
Angela
Quanta
polvere!
(Con il giocattolo in mano
si siede in un angolo e parla con lui. Intanto dal gruppo di giocattoli si leva
uno stormo di uccelli che con il battito delle ali, che lampeggiano ai raggi del
sole, che filtra dalla porta, portano via la polvere; poi ritornano allo stesso
posto da dove si erano alzati)
Angela
(Voltandosi
a guardare i giocattoli, che sono pulitissimi)
E chi è stato? Come
sono contenta! Mamma oggi non farà prediche da padrona!
Uccello
(Accanto ad Angela)
Ho avuto la più cara
fra le padrone. Era anche molto bella. Quant'era buona, la padroncina! Appena vi
giunsi non volle la gabbia, crebbi libero. Volavo per la casa, mi divertivo
saltando da un mobile all'altro... Poi un giorno! Eduardo, il fratello della mia
padrona, portò a casa Rufus!
Angela
Rufus?... E chi
è?
Uccello
Un gattaccio, brutto e
spelacchiato...ma più furbo di tutti gli altri gattacci spelacchiatissimi del
globo...
Buio.
Scena
2°
(In
casa di Elisa. E' giorno avanzato. L'uccellino è sul comò, il gatto ai piedi del
comò, si lecca i baffi)
Rufus
(Con
fare convincente)
Ciao, caro uccellino,
come ti chiami? Io mi chiamo Rufus!
Uccello (Secco)
Pissi-pissi.
Come stai? Come ti
trovi in questa casa? Ti vogliono bene?...
Uccello
Ehi! Quante domande
tutte d'un colpo.
Rufus
Me lo faresti un
piacere?
Uccello
Se è nelle mie
possibilità.
Rufus
Ho un dente che mi fa
tanto male, perché non vieni a togliermelo?
Uccello
Mi hai preso per
fesso?
Rufus
Ahi, che dolore!
Aiutami, per favore!
Uccello
Che ci ho scritto in
fronte? Giocondo?... E poi, senti non fare moine, non sono dentista e sono ancora molto
giovane per finire nella pancia di un gatto, per giunta, brutto e spelacchiato!
Pussa via!
Rufus
(Tra
se)
Pissi-pissi, attento a
te! (All'Uccellino)
Dai,
scendi, giochiamo insieme!
A che gioco vuoi
giocare?
Rufus
Un gioco semplice e
carino; istruttivo e corroborante. (Tra
se)
Almeno
per me. (All'Uccellino)
Tu ti metti davanti a me e io... ti farò scomparire in ... men che non si
dica!
Elisa
(Da
fuori)
Pissi-pissi?
Pissi-pissi! Dove ti sei cacciato?
Uccello
Sto giocando a
nascondino con una belva, vieni, accorri, soccorri Pissi-pissi! Se non vieni
subito, rimani senza Pissi-pissi!
Elisa
(Entrando,
con una scopa in mano)
Dov'è questa
belva?
Uccello
(Vola
nelle braccia di Elisa)
Eccolo!
Elisa
Ma è
Rufus!
Uccello
Che brutta bestia! E'
una belva!
Eduardo
(Entra
arrabbiato)
Ma che stai dicendo? E'
buono, delicato, gentile... Gioca con lui...
Uccello
... fossi
scemo!...
Eduardo
... vedrai che
imparando a conoscerlo...
Uccello
... ma quello non me ne
darà il tempo...
Eduardo
... ti troverai
bene...
Uccello
... quando sarò
morto!
Elisa
Hai visto che anche
Billy andava d'accordo con Rufus?
Uccello
... perciò se n'è
andato a casa di Giulia?...
Elisa
... Sei acido, non ti
riconosco più!
Uccello
Vorrei vedere te, ad un
passo dalla belva che cerca di attirarti nella rete con la scusa del mal di
denti!...
Elisa
Io devo andare in
Germania e voglio stare tranquilla! Su, non fare capricci!
Uccello
Non
puoi!...
Elisa
... Che cosa non
posso?
Uccello
Lasciarmi con una
belvaccia spelacchiatissima e... affamata di uccelli!... Caccialo
via!
Rufus
(Sdraiato
in un angolo)
Parla, parla! Vitupera
pure!... Appena esce la padrona, ti faccio vedere io, come si diventa belve
vere!
Uccello
Ma lo sento come
minaccia?
Elisa
Sei veramente
insopportabile, oggi. Rufus non ha neanche fiatato!
Uccello
... Perché non l'hai
sentito... L'ho sentito io, però!
Eduardo
Guarda che l'aereo non
aspetta! Ti vuoi sbrigare?
Elisa
(All'Uccellino)
Pissi-pissi, stai calmo
e tranquillo. Mi raccomando, non fare capricci, devo andare. Non posso non
andare. Domani sera ho lo spettacolo al Theatren Metropolitan di Monaco... ti
prometto che torno subito...
Uccello
Se parti, quando torni
non mi troverai!...
Elisa
Che
significa?
Uccello
Che non ci sarò! Forse
troverai qualche penna vagante... Quella belva non aspetta
altro!
Eduardo
Rufus! Rufus, vieni
qua! (Il
Gatto si avvicina)
Dai la zampina a Pissi-pissi in segno di pace... Elisa deve partire tranquilla,
non può agitarsi prima di un balletto importante!
Rufus
(Si
avvicina lentamente all'Uccellino, come una belva verso la preda. L'Uccellino ha
uno scatto, vola via)
Uccello
(Da
fuori)
Torno a casa quando
ritorni tu...
Elisa
Oh, Dio, Eduardo! Se
incontra un cacciatore?
Eduardo
La caccia è chiusa!
Stai tranquilla, non gli accadrà niente. Andiamo che...
Elisa
Andiamo! (Mentre
stanno per uscire, arriva Giulia, seguita da Billy, il suo
cane)
Giulia
Cara Elisa, come
stai?
Ciao, Giulia, sto
partendo!
Giulia
Ero venuta nella
speranza che venissi con me a fare un bagno nelle fresche acque del
fiume!...
Eduardo
(Si
avvicina, guarda Giulia rapito dalla sua bellezza)
Elisa
Mi sarebbe piaciuto, ma
domani ho uno spettacolo a Monaco... io devo andare, Giulia, scusami
ma...
Giulia
(Confusa,
guardando Enrico)
Per carità, vai, vai;
ci vediamo al tuo ritorno!
Eduardo mi
accompagni?
Eduardo
(Non
la sente)
Elisa
Ho capito ciao,
fratellone! Gustavo, Gustavo? (Esce)
Giulia
(C.S.
ad Eduardo)
Ma noi non ci
conosciamo?
Eduardo
Forse... Non lo so!
Credo...
Giulia
Ma
sì!...
Billy
(Avvicinandosi
a Rufus)
Caro mio, ho la vaga
sensazione che ritorniamo a vivere insieme!
Non credo
proprio!
Billy
Hai visto com'è piccolo
il mondo?
Rufus
Forse per
te!...
Giulia
Sì. Non ci siamo
incontrati in Egitto?
Enrico
Sì, tu sei quella che
stava spiaccicata sulla parete destra della casa di
Tutankam...
Giulia
(Imitando
un disegno egizio, fa qualche passo camminando di profilo)
E tu sei quello di...
Orietta Berti! Ma che sciocca! Che sto dicendo? Tu sei quello che mi offrì un
caffè nel bar all'angolo della piramide di Amneris, nella valle dei
re!
Enrico
(Allargando
le braccia, come un invito all'abbraccio)
Giulia,
carissima!
Billy
(A Rufus)
Buonanotte!
Rufus
Facciamo finta di
niente... eclissiamoci, vecchio mio; qua comincia a fare
caldo!
Giulia
Billy, non ti
allontanare... dobbiamo andare via... qui non c'è trippa per gatti... io lo
conosco bene, questo!
Billy
(
a Rufus)
Che
ti dicevo?
Rufus
Buonanotte?
Billy
Già!
Eduardo
(A
Giulia)
Ma che ti ho
fatto?
Giulia
Non voglio parlarne
più! (Via)
Eduardo
(A
Rufus)
Ma che le ho
fatto?
Rufus
Che giornata
balorda!
Giulia
(Da
fuori)
Billy!
Billllly!
Billy
(Via)
Rufus
Due volte, tre volte
balorda!
(BUIO)
Scena
Terza
In
Treno
(Nello
scompartimento sono seduti Francesca Romana e Corrado. Uccello si affaccia al
finestrino, per riposarsi)
Franc.
Un
Uccello!
Corrado
Un
uccello?
Franc.
Sembra che voglia
entrare!
Corrado
Ingenua! Vedrai, come
ti avvicini, volerà via!
Franc.
Non credo. Sembra
chieda aiuto! Aiutami ad aprire il vetro.
Corrado
Ma non perdere tempo,
scapperà!
Franc.
Tu
provaci!
Corrado
(Si
alza, si avvicina al vetro. Apre ma l'Uccellino invece di volare entra nello
scompartimento)
Uccello
(A
Francesca Rom.)
Portami con te, c'è una
belvaccia, cattivaccia che vuole riempirsi lo stomaco col mio
corpicino!
Franc.
Povero caro! Dove sta
la bestiaccia...
Uccello
A casa della mia
padrona!
Corrado
Allora qui sei al
sicuro?!
Giulia
(Entrando
seguita da Billy)
E'
libero?
Franc.
Certo.
Accomodati!
Billy
'An vedi chi
c'è!
Uccello
Billy,
amico!
Billy
Che ci fai qui, nel
giardino non stavi bene?
Uccello
Come no?! Sono stato
bene fino quando quella belvaccia
non mi ha visto!...
Billy
La stai facendo lunga.
Rufus non è tanto cattivo... forse voleva giocare!...
Uccello
Illuso! Appena mi ha
visto, si è arrampicato sull'albero, affondando le sue unghiacce nella
corteccia, che se non fossi volato via mi avrebbe preso.
Giulia
Mi chiamo Giulia e
questo è il mio cane, Billy!
Corrado
Ma i cani non si
possono portare, in treno. C'è un posto riservato a loro, nel
bagagliaio!
Giulia
Il mio cane viaggia con
me!
Billy
La senti quanto è buona
la mia padrona?
Uccello
Anche la
mia!
Franc.
Io vado a
Roma...
Giulia
Io al
mare!
Corrado
A Roma
dove?
Franc.
A
Roma!
Corrado
Ma Roma è... Tanto
grande!
Franc.
Sempre Roma
è!
Giulia
Si fa così per
dire!
Corrado
Che
significa?
Giulia
Roma è immensa! C'è
Monte Mario, Monteverde, Torvergata, Torrenova...
Franc.
Sempre Roma
è!
Billy
Conosci solo 'sta
canzone?
Uccello
Diventa un poco
monotona, non ti pare?
Corrado
Alla stazione Termini
dirà sono a Roma!...
Franc.
Ma come ragionate?
Perché volete sapere in quale quartiere di Roma vado?
Giulia
No, non voglio sapere
niente, era così... per parlare... ingannare il tempo del
viaggio!
Uccello
Adesso va a finire che
litigano!
Billy
Non credo la padrona
mia è buona, gentile...
Uccello
Quanto scommetti che
litigheranno?
Billy
Non scommetto mai.
Perché pensi che litigheranno?
Uccello
Queste due si credono
super... sai che significa, super?...
Billy
Super una, e
l'altra?
Uccello
Tutte e
due!
Franc.
(A
Corrado)
Le dispiace se
fumo?
Corrado
No. Fumo
anch'io.
Franc.
Davvero non le
dispiace? Non faccia complimenti!
Corrado
No, guardi... faccia
come crede.
Franc.
Allora fumo. Ha da
accendere?
Corrado
No, mi dispiace. Ho
dimenticato l'accendino.
Billy
(Mentre
Giulia fa i gesti che lui descrive)
La mia padrona non
fuma, però adesso vedi che apre la borsetta, prende l'accendino e accende la
sigaretta della signorina.
Uccello
Se non fuma che lo
porta a fare l'accendino?
Billy
Allora non hai capito
niente delle donne! Lo porta nella speranza di trovare... marito. Pensa: tutti i
giorni, in tutte le ore, si guarda allo specchio scrutando il volto nella
speranza di non trovare che le rughe aumentate...
Uccello
Che?... E' arrivata
l'inflazione anche sulla sua faccia?
Billy
E' l'età! Sta
diventando... zitella!
Uccello
Non farti sentire che
quella è capace di prenderti a calci e cacciarti via!
Billy
La mia padrona è
buona!
Uccello
La padrona!? Ma quella
è una donna!
Billy
Sei diventato acido e
scorbutico! Chi è stato Rufus?
Uccello
Non nominare quella
belvaccia che me ne vado.
Billy
E tu non parlare male
della mia padrona!?
Giulia
Ah!
Franc.
Che cosa è
accaduto?
Giulia
Non si
dovrebbe...
Corrado
Non si potrebbe
fumare!
Giulia
Già!
Franc.
E' da dieci anni che
cerco di smettere, ma non ci riesco.
Corrado
Una fanciulla bella
come lei, non dovrebbe fumare. E poi è tanto giovane!
Franc.
Non sono poi tanto
giovane...
Corrado
Non è giovane lei?! Io
che sono, allora, Matusalemme? Indovini quanti anni ho? Dica,
dica?!
Franc.
Quanti ne avrà:
trentacinque?
Corrado
Che
simpatica!
Giulia
Comunque, giovane o non
... Non bisognerebbe fumare, sa? Io avevo un amico che fumava... Fumava più di
venti sigarette al giorno. Adesso non fuma più: è morto di
cancro!