Presentazione dell'Associazione

                    

Chi siamo

Attini13.gif (198791 byte)A.I.A. "Poesia della Vita", di fatto nasce il 19 marzo 1975 con l’incontro di venti artisti provenienti da tutta Italia. In realtà erano i responsabili di Circoli Culturali rappresentanti 18 regioni, convocati dal sottoscritto dopo una lunga corrispondenza, iniziata tre anni prima. L’idea di chiamare la nostra Associazione "Poesia della Vita" venne a Marcello Eydalin in riferimento alla mia raccolta di versi "Occhi che non capivano", scritti dal primo giorno di scuola alla fine della guerra.
Il 25 aprile del 1976 fissammo la data per lo svolgimento del Primo Convegno Nazionale degli Artisti della Poesia della Vita, che si svolge regolarmente dal 1 al 3 giugno, al quale intervennero, e sono soci fondatori: Giorgio Carpaneto, Paolo Diffidenti, Arden Borghi Santucci, Francesco Brunetti, Gioacchino Chiparo, Paola Coppola Gamondi, Eduardo Di Bella, Marcello Eydalin, Ottavio Predieri, Selim Tietto e Franco Tasca decisero di: 

a) Fondare un periodico dal titolo "Il Baricentro".
b) Iniziare subito l’incontro col poeta nelle scuole e nelle fabbriche.
c) Istituire un Premio Artistico Letterario chiamato "Talentiade Poesia della Vita - Olimpiade di Talenti", precipuamente riservato ai giovani o comunque nuovi autori, difendendo gli stessi dall’imperante "Racket dell’Arte".

Oggi sono infiniti i premi con questo nome e con la nostra matrice, come anche l’incontro col Poeta.

 


CHE COSA VOGLIAMO
                                                            di Marcello Eydalin  

wpe63564.gif (27780 byte)Premettiamo che non c’illudiamo di poter arrivare ad un risultato positivo se le nostre posizioni verso l’arte, specie per quanto riguarda la poesia, e verso la vita, non vengono condivise da un certo numero d’amici disposti a tentare un’esperienza forse difficile, ma certamente entusiasmante. Mi sia consentito di ripartire dalla definizione offerta in sede di Convegno per la "Poesia della Vita" e che nessuno ha contestato, secondo cui "PdV" è l’espressione che dalla vita assume direttamente la sua originalità e la sua pregnanza, senza la intermediazione di strutture filosofiche o linguistiche arcaiche, in corrispondenza del mutato tipo di sensibilità e della relativa primitività delle nuove categorie urbane ex agricole, brutalmente acculturate a moduli consumistici, ma sostanzialmente disponibili per attività più personalizzate. (…)
E’ a questo punto che un piccolo riferimento alla Parche spietate, alle Erinni vendicatrici, a qualche novello Giasone, a Ulisse specialmente (che da Joyce a Salveti e ad infiniti versucolatori gode di uno straordinario prestigio) fa scattare nel critico il relais amplificatore ed è nato un nuovo vate.
Così sbaglia il critico che dimentica che proprio Quasimodo, nel suo Discorso sulla poesia, diceva che prima nasce il poeta e poi il critico si affanna a trovare per lui un metro di giustificazione.
Si può avere dunque una certa generazione spontanea della poesia; sia pure da intendere con estrema cautela. Nove persone su dieci che scrivono versi non sono poeti, come nove persone su dieci che dipingono non sono pittori. Anche se si può sempre trovare qualcuno disposto ad affermare il contrario, rendendo un pessimo servizio alla cultura e in definitiva anche all’interessato, che si trova spinto a scrivere nuove poesie, altrettanto scontate, e non a leggere quelle buone degli altri. Non d’accordo neanche sull’espressione disincantata che ho udita, in un circolo letterario: "Meglio scrivere poesie che andare a rubare". Non è vero per niente ed io affermo che è assolutamente meglio rubare che scrivere brutte cose. Perché il furto danneggia solo il derubato, mentre l’immissione sul mercato librario di un prodotto inutile o cattivo danneggia tutti coloro nelle cui mani giunge un libro, in termini economici e, soprattutto, di tempo.
Il tempo umano oggi, con la vita convulsa che viviamo, è forse il bene più prezioso: tentare di sottrarlo a dieci o cento persone per un’opera di vanità è antisociale, anche se su scala talvolta impercettibile. (Noi poeti della vita non vogliamo essere né di destra, né di sinistra, ma in primo luogo sinceri, alla maniera, ad esempio di Cardarelli (troppo sincero. A lui niente Nobel!), di Gregory Corso, di Ferlinghetti, di Prévert. Che poi di volta in volta qualche nostra opera possa essere strumentalizzata da destra o da sinistra, di questo non c’importa proprio nulla. Il poeta deve osservare, sentire, creare. E’ ovvio che è più facile entrare in risonanza con il pianto di un bimbo abbandonato che con il rutto post-prandiale di un banchiere. Non per questo vogliamo imbrancarci con il facile populismo che oggi va fin troppo di moda. Non siamo quelli che pregano che la gru cada in testa all’operaio, perché così potremo cantare la sua morte. Diffidiamo dal dolore per corrispondenza e perciò scongiuriamo i nostri collaboratori di non mandarci poemi sul Vietnam, sul Cile (e nemmeno sul Kosovo e la Jugoslavia o l’Albania – n.d.r.), o sul Gulag. Accetteremo tuttavia, per esempio "America mia nausea" di Roberto Gagno, perché la lontana America è per lui il paradigma di un potere ben più vicino. Cercheremo di andare in giro a scoprire i tanti piccoli Kosovo che ci sono in Italia, i tanti piccoli abominii che non fanno notizia (ma un solo essere umano è pensante e sofferente come lo sono mille), gli orfanotrofi, i manicomi con sani dentro che diventano matti, le cliniche dove l’assistente fa morire il paziente per spezzare la carriera al primario (omertà permettendo, naturalmente), Capo Posillipo con la polvere di cemento che lenta cade sui villoni triservizi degli speculatori, Venezia "la rossa" di De Vigny che morrà se gli stranieri non la strapperanno all’Italia, il ragazzo che cerca lavoro e si sente dire "torna tra sei mesi", il vecchio parcheggiato all’ospedale quando la nuora vuole visitare le Canarie, i pezzi d’Italia che ci cadono in testa. Noi non vogliamo creare comunità di vita e di lavoro, ma poesia come rivoluzione, magma, comunicazione permanente e totale. (…)
Collaborate, amici, fateci sentire la vostra presenza, mandateci i risultati delle vostre fatiche e non serbateci rancore se molte cose non le pubblicheremo. Amiamo talmente la poesia da non permettere esibizioni troppo maldestre. Del resto, se un pastorello corre bene, non crediamo pretenda di botto la partecipazione alle Olimpiadi e si piegherà ragionevolmente a migliorare il suo stile ed a renderlo più efficace.
Marcello Eydalin
(dal nostro archivio storico "Il Baricentro" 10 aprile 1976)
                                                                            
                                                  
          


 

dall’archivio storico dall’archivio storico

Intervento di Francesco Grisi
al
"1° Convegno Nazionale A.I.A."

DOCUMENTO E TESTIMONIANZA DELLA "POESIA DELLA VITA"

Dopo anni di fatiche, d'incontri, di lettere e battaglie, finalmente siamo riusciti a trovarci nella " SALA DELLO SPECCHIO " del "Centro Letterario del Lazio " diretto da Paolo Diffidenti, per discutere, in sede di Convegno, dei problemi maggiori che assillano la nostra vita d'artisti.

                           Premio Silarus - da sx I.Rocco - R. Bromuro - F. Grisi

wpe03208.gif (109411 byte)                            

I rappresentanti di tutta l'Italia letteraria, o meglio d'ogni Regione, sono convenuti in questa sala accogliente: la Sicilia e il CO.PE.CLA. erano rappresentati da Benedetto Macaronio, la Puglia da Fabrizio Felli, la Campania da Antonietta Lamorte, l'Umbria da Nerina Pericoli, le Marche da Walfrido Giannobi, la Romagna da Ottavio Predieri, l' Emilia da Arden Borghi Santucci, il Veneto da Francesco Brunetti, la Liguria da Adalia Negri Lavagnoli, la Lombardia da Mario Corsale, il Piemonte da Marcello Eydalin, la Sardegna da Elena Pannain Serra; inoltre è stata notata la presenza di Giorgio Carpaneto, di Francesco Grisi, di Paolo Diffidenti e altri, tra cui Giovanni Brambilla, Mario Verri, Giorgio Moscatelli. Ora, passiamo a fare un po' di cronaca in modo che tutto possa essere chiaro per il nostro lettore, anche se questo è solo un riassunto di quanto è avvenuto nelle tre giornate e gli atti del Convegno, attimo per attimo, saranno pubblicali in volume nel prossimo autunno.

    I lavori iniziavano alle ore 9,05 del 19 marzo scorso (1976) con l'illustrazione del manifesto della " POESIA DELLA VITA " da parte del sottoscritto, commentato da Marcello Eydalin con coerente realtà. Egli, tra l'altro, affermava: " l'Era dei supersonici, dei surgelati, dei super-super non sa che farsene della poesia, però non possiamo dimenticare che la poesia è vita e come tale non la si può ignorare, anche se la nostra società, o meglio la gente, preferisce acquistare un giornalino di Nembo Kid, pagandolo mille lire per poi buttarlo, anziché comprare un libro di poesie e conservarlo per tutta la vita. In questa accettazione consumistica per pubblici sempre più vasti e provenienti da zone sociologicamente depresse, forse la poesia è la forma d'Arte che più rischia di uscire con le ossa rotte, perché tradizionalmente, essa è più il risultato di meditazione che di chiasso ".
   Benedetto Macaronio affrontava lo stesso argomento, ma con meno realtà affermando che, "... l'uomo non ha bisogno soltanto di soddisfare le sue esigenze economiche o ideologiche che siano. Egli ha anche la necessità di migliorarsi, di evolversi e di spingersi sempre verso un " meglio " ed andare oltre. (...) Soltanto cosi l'attività poetica potrà avere una sua funzione umana e sociale ed il poeta non sarà una figura da relegarsi nello scantinato di qualche museo, come reperto archeologico. Perciò è bene ricordare — continuava Macaronio — che se l'uomo ha bisogno delle macchine, tuttavia ha maggiormente bisogno di se stesso e di quanto giace nel suo ego allo stato latente. Il Poeta è il compagno di strada che guida i suoi fratelli in sentieri migliori, alla luce dell'amore e della coscienza ".
   Prima di passare al secondo tema della prima giornata dei lavori: " IL CRITICO NEI CONFRONTI DELL'AUTORE E DEI QUOTIDIANI ", relatore Giorgio Carpaneto, Poi pregavo il Professor Francesco Grisi (Segretario Generale del Sindacato Nazionale Scrittori) di intervenire nella discussione introduttiva " I POETI DELLA POESIA DELLA VITA". Egli così esordiva:
"La tematica che qui, con tanto coraggio, è stata tracciata può essere sostanzialmente delineata su due fatti apparentemente lontani, ma in realtà vicini. I due fatti sono questi: la Poesia, come arte, fino a che punto è documento e quando, invece, diventa testimonianza? E' indubbio che il cavalier Marino è un documento del suo tempo, un grosso documento del suo tempo; come Guido da Verona lo è del suo tempo; e, che documento, aggiungerei! Quindi c'è questa prima funzione di essere documento del proprio tempo; ma possiamo accontentarci di questo quando si parla d'Arte? Certamente, no! Ed allora l'arte deve diventare qualcosa e qualcosa che si serve del proprio tempo, negli eventi del tempo, nel linguaggio del tempo, nelle condizioni del tempo per essere altro e, su quell'altro, è tutto il problema dell'arte ". Facendo una dissertazione sulla teoria dei " rumori " passava a trattare della testimonianza: " ... e quindi soltanto quando la poesia, o un quadro, o altro, per una condizione miracolosa propria, esprime una rumorosità e non si sa perché quell'opera d'arte la possiede ed è la condizione misteriosa per non essere documento; ecco che abbiamo la testimonianza, che non è più documento. Ecco perché Dante — continuava Grisi — è un documento, ma è oltre il documento in quanto testimonianza per tutti noi ".
   Dopo aver illustrato la condizione dei poeti oggi, Grisi diceva che, " in certo senso, i poeti della poesia della vita sono dei reazionari in questo momento della nostra società, perché l'affermazione di questi princìpi porta fatalmente a essere in una posizione di grande rivoluzione contro tutto l'accomodamento e tutto il comodo che esiste nella nostra società. Poi c'è l'altro aspetto e su questo mi intratterrò qualche secondo. La nostra società tecnologica, consumistica e così via di seguito, ha prodotto dei grandi salti culturali... ". Grisi portava, in questo modo, il problema al suo punto focale: la scuola. Dalla scuola allargava la visuale, con un realtà cruda e viva, alle varie organizzazioni culturali del nostro Paese per soffermarsi al problema librario -editoriale e, cifre alla mano, denudava la condizione che noi. de "IL BARICENTRO": abbiamo intenzione di combattere, anzi abbiamo cominciato a combattere: editorie, premi letterari organizzati, riviste - fantasmi. Sulla editoria e i premi letterari organizzati si soffermava a lungo Giorgio Carpaneto, il quale esordiva con una nota amara e purtroppo vera, sul comportamento dei quotidiani nei confronti della cultura italiana, che, non essendo cronaca nera, non fa notizia. Ma, con un sospiro ancor più amaro, ci illustrava come siano uccise e affossate le speranze belle di un giovane scrittore e come un premio possa vivere a lungo perché " bricconcello ". E Carpaneto non si limitava a denunciare, ma descriveva minuziosamente il meccanismo di questi premi " bricconcelli ". Otto persone istituiscono un premio letterario di cui sette fanno parte della giuria e l'ottavo vince il premio. L'anno successivo, il vincitore entra a far parte della giuria dalla quale è uscito il premiabile e così via, di anno in anno. Ed ecco che, così, sono tutti contenti e felici e il pubblico gabbato. Ma che dire, poi, dei premi " BRICCONI ", che si svolgono secondo un congegno meraviglioso, economicamente? Eccolo: un grande editore chiede a dei ricchi industriali, un prestito e pubblica un libro. Gli industriali, poi, insieme con una giuria " ad hoc ", premiamo quel libro. Il pubblico crede al giudizio, richiede il libro, l'editore stampa migliaia di copie, vende e restituisce i soldi avuti in prestito con un congruo interesse. Lui, intanto, ha guadagnato, i giornalisti che hanno recensito sono contenti, per evidenti motivi; l'autore è soddisfatto e gli industriali... pure. Così va il mondo.
A questo punto, la voce di Carpaneto si incrina, la malinconia, il dolore per un certo stato di cose gli serrano il cuore in una morsa. Il dolore è manifesto sul suo volto scarno e nella sua voce; è un uomo forte, Carpaneto, si era lasciato andare dall'emotività, per un solo attimo. Ora con voce ferma continuava: " All'inizio della carriera giornalistica, credevo di essere libero di scrivere tutto ciò che volessi, di poter formulare giudizi onesti e autonomi.Mi chiama il redattore-capo di un importante quotidiano della sera, in cui collaboravo e mi impone di non formulare giudizi su libri o su quadri. Nei miei articoli di terza pagina, i compito di giudicare non doveva essere il mio, c'era un critico ufficiale che avrebbe stilato il pezzo. Dopo tre anni di giornalismo agonistico, lasciai l'importante quotidiano e mi gettai a capofitto, con amore, illuso nella creazione di una rivista che si proponeva sincerità e combattività. Io e alcuni soci, costituimmo una società per azioni, ne uscimmo con forte passività. Altri continuarono la rivista col principio: prendo lo scrittore più affermato e vado bene. Valorizzare i giovani bravi e senza appoggi politici, questo volevo fare, questo mi impedirono di fare".
   A questo punto la piaga aperta dai sottoscritto qualche anno prima, per estirpare il cancro, riprendeva a sanguinare perché Marcello Eydalin vi ci aveva messo il dito con forza e Giorgio Carpaneto vi aveva lavorato col bisturi.
    Per arrestare l'emorragia, non rimane che un mezzo, suggeriva - Francesco Grisi: "Unendosi e fare da sé ciò che oggi si fa in quattro tempi. Si eviterebbero tante cose, soprattutto si toglierebbero molti poteri dalle mani di persone o incompetenti, o opportunistiche Tenete presente, però (continuava Grisi) che la realizzazione è ardua e aspra di difficoltà".
   Io mi domando : siamo pronti per affrontare queste difficoltà? Credo di sì, se ognuno di noi è pronto ad applicare alla lettera il concetto kantiano di santità; è pronto ad impegnarsi ed esser coerente, almeno per qualche anno.
    La prima giornata si chiudeva con la relazione di Walfrido Giannobi su:
"LA FIGURA DEL POETA NELL'ATTUALE SOCIETÀ'", relazione arguta e spiritosa di una realtà sconcertante.
    La seconda giornata iniziava con la relazione di Antonietta Lamorte, relazione dotta, coerente e che, soprattutto, ci portava a discutere su un problema di fondo: "LA FILOSOFIA UMANA DELLA POESIA, VISTA ATTRAVERSO LE ESIGENZE ATTUALI DEL. LA VITA". La tematica, molto vasta, rimandava la conclusione al giorno successivo.
    E il giorno dopo, cioè il 21, prima di addentrarci nei meandri del Racket dell'arte vero e proprio, si concludeva il dibattito avviato dalla Lamorte e si raggiungeva così un altro punto basilare per la divulgazione della poesia : " portare il poeta a diretto contatto col lettore, iniziando un giro di incontri con scolari, studenti e operai ".
   Così le relazioni introduttive, sulla discussione come debellare il racket dell'arte, di Arden Borghi Santucci, di Adalia Negri Lavagnoli e del sottoscritto erano del tutto inutili, perché i problemi erano, in parte, stati già trattati. Per debellare il racket, divulgare la poesia e permettere l'affermazione di giovani bravi e valenti occorre:

  1. Unirsi sotto forma cooperativistica o sotto forma di società;

  2. Interessare i ragazzi, i giovani, gli operai attraverso "l'Incontro col Poeta

  3. Istituire un Premio per la saggistica sui quotidiani, per sollecitare la stampa ufficiale a parlare di chi veramente vale;

  4. Distribuire da noi, cioè distribuire i libri attraverso incontri e scambi con altri Circoli Culturali Italiani e anche di altri Paesi.

Hanno collaborato attivamente alle discussioni: Giovanni Brambilla direttore della rivista " NUOVI ORIENTAMENTI", Carmelo Matarazzo, membro del C.I.A.S.; il pittore Vaglidoro e altri.
    A questo punto entrava in sala Crescenzo Di Paola, valido poeta e attualmente Assessore al Comune di Roma, il quale veniva a parlare come artista e non come uomo politico. Dopo essere stato edotto su quanto era stato detto e i punti raggiunti, si complimentava con i presenti e interveniva con calore nella discussione, con grande gioia nostra, perché Di Paola ha le idee chiare sulla realtà della nostra vita quotidiana, affermando quasi le stesse vedute de "Il Baricentro".
    Ci riuniremo, per la fìrma dello statuto il giorno l'11 aprile, domenica, alle ore 9, sempre nella "Sala dello Specchio" del Centro Letterario del Lazio, in via Merulana 88, a Roma.
    Nello stilare questa relazione sul " 1° CONEGNO NAZIONALE SCRITTORI E POETI DELLA POESIA DELLA VITA", vedo dinanzi agli occhi le sale dei vari circoli culturali di Roma, di Napoli, di Trieste, di Bologna... (tra quelli che conosco) mai affollate perché la cultura italiana è settoriale.Gli iscritti del Circolo X non frequentano il Cenacolo Y e quelli del Centro Z non assistono ai " recitals " del Circolo X e mi viene spontanea una domanda: perché disperdere la forza basilare di una società, come la nostra, sezionandola in settori, quando potrebbero essere scambiati gli indirizzi permettendo al cultore artistico di essere libero di scegliere l'argomento letterario che preferisce; visto che la stampa ufficiale (certa stampa) ignora queste manifestazioni, se non sono garantite da una etichetta politica?
Perché tutti i presidenti di Circoli o Cenacoli non si mettono in contatto, (noi de "II Baricentro" siamo a loro disposizione per un contatto diretto), tra di loro per una possibilissima unione che sarebbe, a mio parere, salutare per la cultura italiana e, perché no, anche internazionale, unendosi in Confederazione, senza per questo rinunciare alla propria autonomia?
    Ne guadagnerebbe l'Arte, perché, in questo modo, sparirebbero i particolarismi e le sette, le possibilità finanziarie permetterebbero di far amare la poesia di anche agli increduli e l'Arte ne uscirebbe avvantaggiata: l'Arte con una grande " A ".

                                                                                                                     Reno Bromuro


 

I FATTI

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L'A.I.A. nasce di fatto il 16 novembre 1974, a Roma, dopo l'incontro con oltre 500 poeti e scrittori che avevano partecipato alla "1° Talentiade - Olimpiade di Talenti - "Poesia della Vita" " (23 settembre 1973), concorso artistico letterario a premi, con la partecipazione del pubblico, bandito dalla Rivista letteraria "Marman" di Sanremo, di cui Reno Bromuro è stato Redattore capo, per la poesia, narrativa, teatro, pittura, fotografia, e sport...

 

* * *

La prima edizione si è svolta sulle pagine della rivista letteraria "Marman" di Sanremo e si concluse a Roma al Caffè Fassi dal 20 al 23 settembre 1973, alla presenza degli autori venuti da ogni parte d'Italia, ci furono 2 concorrenti francesi, uno belga, uno canadese, uno argentino.
                                                                             1° Premio Mariella Valenzani di Roma
Il 1974 e 1975 il concorso non venne svolto perché una casa editrice di Milano, per stroncarla acquistò la testata "Marman". Ma dopo il 1° Convegno Nazionale della A.I.A. "Poesia della Vita", il concorso venne ripreso.
1976 - 2° edizione: 24 ottobre, Centro Letterario del Lazio, Roma
1° Premio Franco Calabresi di Roma 1977 - 3° ediz. (Radiotalentiade): da luglio a ottobre,                                          (Teleradio Stereo 2) di Roma  -  1° Premio Dante Strona di Novara
1978 - 4° ediz. ottobre: Circolo Letterario "La Fiaccola", Roma
                                      1° Premio Poesia Marisa Grani – Narrativa Arden Borghi Santucci

1979 - 5° ediz. (Teletalentiade) da New Fantasy (ora Rete A), 14 puntate da aprile a ottobre.               Finalissima al Teatro de' Satiri di Roma, la partecipazione di Ubaldo Lay e Evi Bocconi.
                          1° Premio Poesia dialettale Mariano Susini – in lingua Mariella Grande
1982 - 6° ediz. (Talentiade Camugnano) teatro comunale di Camugnano (Bologna) 6/9 settembre
                        1° Premio Arden Borghi Santucci- per la poesia singola -  Adriana Scarpa                             per la silloge "I Bambini guardano la luna" (pubblicazione della silloge)
1983 - 7° ediz. (2° Talentiade Camugnano) teatro comunale di Camugnano (Bologna) 9/12 ottobre
                       1° Premio Massimo Gorghi
1984 - 8° ediz. (Radiotalentiade) Radio Onda Sonora, Roma: luglio/ottobre
1985 - 9° ediz. (Talentiade Paduli 1985): teatro del Convento di Paduli (BN) 12/15 agosto
                      1° Premio poesia in lingua Antonio Iaccarino - di Napoli
                      1° Premio narrativa Giuseppe Guin - di Como
                      1° Premio teatro Gabriella Valci - di Roma
                      1° Premio pittura Antonio Jesi
- di Torino
1986 - 10° ediz. Centro Letterario del Lazio, Roma 15/18 gennaio - premio non assegnato
1987 - 11° ediz. sede A.I.A "Poesia della Vita", Roma 21/24 maggio – premio non assegnato
         - 12° ediz. sede A.I.A. "Poesia della Vita", Roma 22/25 ottobre – premio non assegnato
1988 - 13° ediz. sede A.I.A. "Poesia della Vita", Roma 11/14 febbraio – premio non assegnato
1989 - 14° ediz. (Radiotalentiade) Radio Gioia Paradise Amica, Roma; 11 novembre
                     1° Premio Gianna Deiana per la poesia singola
1989/ 8 febbraio 1990, premiazione Centro Letterario del Lazio
                     1° Premio pubblicazione della silloge ex-aequo:
                                                                                      Giovanna Deiana – Santino Spartà
1990 - 15° ediz. Cervara di Roma 22/25 agosto 1991, rimandata per le non buone condizioni                                                                                                                                   atmosferiche.

Convegni, Conferenze, Attività letterarie

1974 - Rappresentazione di "Chiammale come ti pare (Chierechella)" di Reno Bromuro,
           27 aprile al Teatro Aurora di Velletri e dal 15 al 27 giugno al Teatro De Tollis di Roma.
1975 - Incontri per il 1° Convegno Nazionale dell'A.I.A.
           25 marzo: incontro con i soci del Circolo Culturale "Arte pro Arte" di Trieste,
            al caffè Tommaseo e presentazione della raccolta di poesie "Occhi che non capivano"
            di Reno Bromuro.
            Fitto dialogo epistolare con oltre 50 responsabili di altrettanti Circoli Culturali della Penisola.
16/11 - Presentazione di quattro libri di poesie di poeti Arden Borghi Santucci – Luisa Massari –               Antonietta Lamorte – Eduardo Di Bella - scoperti attraverso la
            "2°Talentiade - Poesia della Vita", Associazione Pugliesi, Roma.
1976 - Svolgimento del "1° Convegno Nazionale Poesia della Vita" sul tema: "E' possibile una               unione di poeti contro i soprusi del Racket dell'Arte?" relatori: scrittori, poeti, critici e artisti               rappresentanti le Regioni d'Italia, tra cui Francesco Grisi, Giorgio Carpaneto, Paolo               Diffidenti, Ennio Velardi. Centro Letterario del Lazio 19/21 marzo.
            4/4 - Reno Bromuro viene nominato dall'Accadèmie International de Lutèce di Parigi:                Direttore Organizzativo per le attività culturali in Italia"
           5-12 maggio rappresentazione del dramma "L'Attesa" di Benedetto Macaronio.         1982 - Rappresentazione di "...Le mani su..." di Viviana Buzzòli-Reno Bromuro:
           8 maggio Teatro Comunale di Camugnano - Bologna e
           1/6 giugno, Teatro de' Satiri, Roma
1985 - Rappresentazione di "...Le mani su..." di Viviana Buzzòli-Reno Bromuro,
            al Teatro del Convento di Paduli (BN)
1986 - Conferenze sul tema:
           10/1 - "Contraddizione dell'Io e del sé -Conflitto per l'equilibrio dell'artista perfetto -"                          Centro Letterario del Lazio , Roma;
16/2 - "Il racket dell'arte e il valore umano della poesia" C. L. Lazio, Roma
23/2 - "Il racket dell'arte e il valore umano della poesia"
            e presentazione del libro "Il pentapoeti": Cenacolo Spadaro, Napoli.
23/3 - "La poesia della vita: origini storiche" Cenacolo Spadaro, Napoli
25-26-27 aprile svolgimento del "2° Convegno Nazionale A.I.A. Poesia della vita" sui temi:                  "Il premio artistico letterario e la mercificazione dell'inutile"
                 relatori, tra gli altri, Francesco Grisi, Augusto Giordano, Paolo Diffidenti,
                                             Giuseppe Selvaggi , Massimo Grillandi.

16/5 Presentazione del libro di poesie "Ragnatele" di Arden Borghi Santucci (vincitrice della                 Talentiade 1978 per la narrativa e 1982 per la poesia)
12/11 - Presentazione del libro "Guida illustrata allo Yoga" di Mario Verri,
                                                                                               Centro Letterario del Lazio, Roma.
1987 - Presentazione del libro "Guida illustrata allo Yoga" di Mario Verri (19 febbraio)                                                                                                   Quadrato di Idea, Roma.
18 marzo-12 aprile - Organizzazione Mostra collettiva "I Pittori della Poesia della Vita",                                                                                                    Quadrato di Idea, Roma.
1/4 - presentazione del libro di poesie "Se m'addormento..." di Reno Bromuro, C.L.L. Roma
1987/97 - Insegnamento di "Educazione teatrale" nella S.M.S. "S. Giorgio"  Fregene.
1988 e 1989 - Incontri mensili al Centro letterario del Lazio con le conferenze di Reno Bromuro                          sulla "Poesia della Vita e il Teatro"
6/11/89 - Presentazione del libro di poesie "Camminare cantando" di Reno Bromuro,
                                                                                              Centro Letterario del Lazio, Roma.
6/12 - Conf. "Il valore umano nel romanzo di Francesco Grisi A futura memoria"         

1990 - Conferenze:

11/1 - "Spine: poesia che assume le funzioni del suo esercizio", di Carmine Manzi -           11/2 - "Arte e politica nella pittura di Domenico Caputi", C.L.L., Roma
12/3 - "La pittura di Caputi e la Scuola Romana" C.L.L., Roma
03/4 - "Crisi dei valori umani della poesia", C.L.L., Roma

04/5 - "Scuola e teatro", presenti gli alunni della S.M.S. San Giorgio che illustrano la conferenza con esercizi e recitazione, C.L.L., Roma.
11/5 - "Il tempo di Berta: usi e costumi italiani in via di estinzione" C.L.L., Roma.
4/6 - "La poesia a immagine e somiglia nell'arte di Alberto Bevilacqua" C.L.L., Roma

Attività teatrali
1972 – "… Quella maledetta…" Teatri "de’ Satiri – Delle Muse – Dei Servi" di Roma
1974 -"1+1=Tanti" spettacolo per raccogliere fondi per il Terzo mondo
          "Il Bugiardo" di Carlo Goldoni al teatro Giulio di Castro de' Volsci
          "Chiammale come ti pare (Chierechella)" - Teatri: Aurora di Velletri, Giulio di Castro de'                                                                      Volsci, Nino De Tollis di Roma (27 aprile - 23 giugno)
1976 - "L'Attesa" di Benedetto Macaronio, più spettacolo pro terremotati del Friuli, Teatro "La                                                                        Scacchiera", Roma 5-12 maggio.
1979 - "I giorni del caos" Teatro de' Satiri, Roma 28 ottobre
        (Per la prima volta viene presentato in teatro Pulcinella interpretato da una donna: V.Buzzòli)
1979 – "… Le mani su…" Teatro de’ Satiri - Roma
1982 - "... Le mani su..." Teatri "Comunale" di Camugnano (Bologna) 8 maggio - de' Satiri di                 Roma 1/6 giugno
1985 - "... Le mani su..." Teatro del Convento di Paduli (Benevento)
Dal 1986 espleta l'insegnamento volontario di "Educazione teatrale" nella Scuola Media Statale. Con gli alunni sono state rappresentate:
30 maggio 1986 - "Quella maledetta..." (dramma sui pericoli della droga) di Reno Bromuro (San                                  Giorgio di Fregene)
10 giugno 1987 - "Sulla spiaggia", San Giorgio di Fregene
13 giugno 1987 - "Sulla spiaggia", Andersen di Roma (La Rustica) Con questa rappresentazione                              c'è stato uno scambio interscolare: i ragazzi della Andersen hanno recitato insieme                              a quelli della San Giorgio.
8 giugno 1988 - "Scuola all'aperto", San Giorgio di Fregene
1989/1994 -      "L'ultima quercia" (scritto dagli stessi alunni 2°/G di Fregene)                                                                                                                 "L'imperatore... ore" San Giorgio di Maccarese
"Stupro - Giordano Bruno" scritto per gli alunni della 3°/C, S. Giorgio Maccarese          "Peplomania" - 2°/C, San Giorgio Maccarese
"Policeman gold's" scritto per gli alunni della 2°/G San Giorgio di Fregene

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1995 - "Peplomania" ripresa dalla 3°/C, San Giorgio Maccarese, rappresentata anche il 1 giugno al Teatro Traiano di Fiumicino
"Ricorrenza" scritto dagli alunni della 3°/G San Giorgio di Fregene.
"Atti in tre minuti" alunni 1°/C San Giorgio Maccarese

1996 - "Il gioco della vita" , alunni 1° e 3°/F "L. Albertini" di Palidoro: 16 dicembre a Fiumicino in occasione di Telethon e 18 dicembre Teatro della Scuola.
"Il gioco della vita e le maschere", alunni 1° e 3°/F "L. Albertini" Palidoro: 16/2,                                                                                                      Teatro della Scuola.

"Il gioco delle maschere" alunni "Gruppo Uno" - S. Giorgio Maccarese e Fregene 15 e 19 febbraio.wpe1A.jpg (26336 byte)

29 luglio - 1 agosto "Le mani su..." - Compagnia "I Corinzi" - Palidoro (Piazza SS. Filippo e Giacomo)
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21 dicembre 1996 "Pendolari" - Gruppo Uno
16 maggio 1997 a Isola del Liri "Arianna e il nonno"
(2° Premio per l’originalità dell’opera e 1° premio Miglior attrice) ripreso il 30 maggio e 6 giugno 1997 nel Teatro della Scuola. Il 29 giugno 1999 al Teatro Comunale di Rignano Flaminio (Roma) per festeggiare il "Filo d'Argento"
Arianna Del Vecchio ancora una volta premiata quale migliore attrice.

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Non ha mai domandato sovvenzioni o altre prebende. Le spese vengono affrontate dai soci, i quali risparmiano, lesinando il centesimo pur di dare lustro umanistico all'arte: quella con la "A" maiuscola.